La Conferenza Stato – Regioni, al fine di garantire uniformità dei percorsi di accesso sanitario e di assistenza immigrati in Italia, ha sancito l’Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome recante per l’appunto “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome italiane”.

L’Accordo si è reso necessario in seguito al riscontro di alcune difformità di accesso alle cure tra le diverse aree del territorio nazionale. Pertanto, pur nelle prerogative di programmazione e legislazione spettante alle Regioni, come previsto dalla riforma del titolo V della Costituzione, l’iniziativa ha coinvolto direttamente il livello statale deputato a garantire l’equità nell’attuazione del diritto alla salute sancito dallo stesso dettato costituzionale. L’elaborazione di questo documento è il risultato di alcuni anni di ricerca sulle diverse normative esistenti nel nostro Paese ai vari livelli da parte del Tavolo interregionale “Immigrati e servizi sanitari” istituito nell’ambito del progetto “Promozione della salute della popolazione immigrata” voluto dal Ministero della Salute. Il testo, completo di modulistica, contempla i diversi casi di cittadini stranieri per i quali è prevista l’iscrizione obbligatoria e volontaria al Servizio Sanitario suddividendoli in non appartenenti e appartenenti all’Unione Europea, compresi coloro per i quali non è possibile procedere all’iscrizione stessa (cittadini non comunitari soggiornanti per periodi inferiori a tre mesi e per cure mediche).

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